SAGRA DEI CAVATELLI

La “Sagra dei cavatelli” non è nata come una sagra. Agli esordi,erano gli inizi degli anni ottanta, un gruppo di compaesani gaudenti aveva preso l’abitudine di concludere i festeggiamenti di Ferragosto, a notte fonda, con una bella tavolata a base di cavatelli. Le donne preparavano gli ingredienti durante le giornate precedenti e finalmente, accarezzati dalla fresca brezza notturna, non paghi dell’impegnativa maratona culinaria della giornata, tutti a tavola con musica, canti, sfottò e tutto il tipico armamentario delle allegre brigate. Tale fu la sua origine e da tale impronta non si è mai liberata. Anche quando, successivamente, il numero dei pionieri aumentò, alcuni altri cominciarono a copiare l’idea ed in ultimo si finì per organizzarla nella piazza del paese, è rimasta immutato il piacere di ritrovarsi, di stare insieme. Le nostre famiglie, che – come si sa - vivono sparse un po’ ovunque dalle cittadine della costa alle varie regioni d’Italia e d’Europa, hanno perciò preso l’abitudine di riunirsi insieme a Tufillo con il pretesto dei cavatelli. L’11 agosto di ogni anno, qualsiasi sia il tempo, qualsiasi sia il giorno della settimana, puntuale come tutte le feste che contano, in Piazza Fuori Porta si danno appuntamento qualche migliaio di foto by @inkainitalyfrequentatori abituali e turisti occasionali appassionati di cavatelli conditi con pomodoro e salsiccia casereccia.La Pro Loco, che organizza la manifestazione, provvede a fissare i turni per le donne volontarie che s’impegneranno nella scrupolosa preparazione a mano dei cavatelli, si occupa di garantire la genuinità dei prodotti utilizzati, s’incarica di trovare dei musicisti capaci di allietare la serata con musica ballabile e di allestire un’accogliente “sala da pranzo” nella piazza con un buon numero di panche e tavolini. La manifestazione ha registrato progressivamente negli anni un numero sempre maggiore di partecipanti. Ancora negli ultimi anni Ottanta s’impastavano “solo” una cinquanta chilogrammi di farina, invece nelle ultime edizioni se ne sono sfiorati sempre i trecento chilogrammi. Migliaia e migliaia, forse milioni di volte con leggera pressione, i polpastrelli dell’indice, medio ed anulare delle instancabili dita femminili arricciano migliaia e migliaia, forse milioni di rettangolini di morbida sfoglia per ottenerne migliaia e migliaia, forse milioni di cavatelli, pronti per deliziare il palato e lo spirito delle centinaia e centinaia, forse migliaia di visitatori. La somministrazione inizia verso le ore 8 di sera e si protrae fino a tarda notte. I più resistenti ovvero “i più raffinati”, insieme a coloro che sono stati impegnati a servire i convenuti, per tradizione, mangiano un ultimo piatto di cavatelli abbondantemente dopo la mezzanotte e poco tempo prima che sorga l’alba. Al gran numero di tufillesi che partecipa gratuitamente all’allestimento della manifestazione, viene richiesto un grande impegno e molta fatica, ma essi vi si assoggettano volentieri. È per tutti motivo d’orgoglio e di gioia constatare la presenza di un così gran numero di amici, parenti e visitatori di passaggio che affollano le vie e la Piazza.  L’annuale risveglio dal coma di un paese che non vuole morire. Alla manifestazione gastronomica, quasi sempre viene associato l’allestimento di mostre d’arte, di archeologia o di altro genere.

A cura del prof. Ernano Marcovecchio

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